Elena in Montefeltro con MOTOCICLISMO

5 giorni, quasi 1800 km: ok, ammetto di aver apportato qualche deviazione personale al percorso, ma l'idea di affrontare i 500 km dell'andata ai 100 all'ora in autostrada non era molto allettante. Sola e su una naked senza cupolino, non potevo certo sperare di impiegarci 3 ore: tanto valeva aggiungere qualche sosta da amici lungo la strada...

Arrivo in hotel verso le 19 e, mentre parcheggio goffamente la moto (Torino - Urbino cominciava a farsi sentire sulla mia schiena), mi giungono i commenti dei miei futuri compagni di viaggio: "Ecco la nostra mascotte". Ahia, penso, cominciamo malissimo... tutti nonnetti?!

E invece mi sono dovuta ricredere. Per quanto fossi la più giovane, nonché l'unica donna conducente, raramente ho passato weekend altrettanto piacevoli. Complice un tour leader davvero in gamba, Federico, che non mi ha mai trattato come una pivellina (sebbene io lo sia!) e anzi mi ha aiutato molto ad affinare la guida; anche i miei genitononnici compagni di viaggio mi hanno coccolata e sostenuta per tre giorni senza mai farmi sentire in difetto. Certo, rimanevo sempre un tantino in coda... ma la pazienza di tutto il gruppo è stata davvero lodevole!

A prescindere dal tempo ballerino (la domenica a pranzo abbiamo scampato la grandine per un pelo), i paesaggi del Montefeltro sono proprio un piacere: verdi pendii, morbide curve e strade libere dal traffico. Federico ha sempre tenuto un'andatura che permettesse sia di godersi il percorso, sia il panorama, e le soste fotografiche dal tempismo perfetto hanno completato il quadro.

Altro motivo di soddisfazione: tornare in albergo stanchi dal viaggio e trovare un letto matrimoniale davvero, davvero largo e comodo ad accoglierci, e una cena tipica pronta per noi. Antipasti alla Galla e tagliatelle ai porcini: su strada e a tavola, il nostro tour leader è una garanzia!

Infine, ma non per ultima, la prova della FZ8. Arrivando da una Gladius, e avendo provato poche altre moto, temevo di combinare qualche guaio (la canonica caduta da ferma perché tocco solo con le punte). Anche in questo caso mi sono dovuta ricredere: la Yamaha è ben bilanciata, ha una guida fluida che il mio bicilindrico non conosce, dei freni adeguati a trattenerne l'esuberanza e, inoltre, sembra che la strada là sotto sia sempre liscia - non una vibrazione, che meraviglia! L'unica pecca, su cui concordavano anche altri, è il pedale del cambio difficile da agganciare e le pedaline ritraibili solo in verticale. Per le mie capacità, però, è stata tutto sommato un bravo destriero. Dovrei farci un pensierino...

E' stato un viaggio gradevole sotto ogni punto di vista; organizzazione, compagnia e paesaggio. Nemmeno il maltempo ne rovinerà il ricordo. Attendo ora il calendario 2012: un po' di pioggia può capitare, ma l'anno prossimo ci andrebbero proprio "lu sule e lu mare"...